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Legge di stabilità 2016: accatastamento di immobili a destinazione speciale e impianti per comunicazioni elettroniche

[parte 1 di 6]

Jesus Cortinovis

Autore: Jesus Cortinovis

Data: 14.02.2016

Utilizzo: questo articolo è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Italia

 

Abstract

Con la Legge di Stabilità 2016 (L.208/2015, art.1, comma 21), il Legislatore è tornato sul tema della rendita catastale degli immobili a destinazione speciale e particolare. L'articolo tratta il tema con riferimento agli impianti per comunicazioni elettroniche di cui al Codice delle Comunicazioni Elettroniche (D.Lgs. n. 259/2003).

Indice

  1. Nozioni di “impianti radiolettrici”, “infrastrutture per impianti radioelettrici” e “infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione”
  2. Impianti di comunicazioni elettroniche nel d.m. n. 28/1998
  3. Obbigo di accatastamento degli impianti per comunicazioni elettroniche nella circolare n.4/t del 2006
  4. Determinazione della rendita catastale: circolare dell’agenzia del territorio n.6/2012
  5. Dagli interventi del c.d. “sblocca italia” del 2014 ai nuovi orientamenti giurisprudenziali
  6. Dalla sentenza della Suprema Corte n. 24026/2015 alla legge di stabilita’ 2016

1. Nozioni di “impianti radiolettrici”, “infrastrutture per impianti radioelettrici” e “infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione”

Ai fini di una corretta analisi risulta anzitutto necessario ricostruire e richiamare alcuni concetti fondamentali.

In linea generale, con il termine “stazione radio base”, in sigla BTS (del corrispondente termine inglese "base transceiver station"), si indica il sottosistema di ricetrasmissione di un segnale radio dotato di antenna ricetrasmittente che serve i terminali mobili di utenti, coprendo una determinata area geografica detta “cella radio”.

In tal senso, le stazioni radio base costituisco quindi la “base” della telefonia cellulare composte da antenne ricetrasmittenti installate, ad una certa altezza, su idonee infrastrutture di sostegno (tralicci e/o pali) a loro volta poste in locazioni rialzate rispetto all'area di copertura della cella radio. Questo al fine di evitare ostacoli fissi quali rilevi e vegetazione, massimizzando altresì l'area di copertura e la potenza del segnale radioelettrico. Sempre parte dalla BTS sono poi le apparecchiature accessorie, poste all’interno di un idoneo armadio o di un box (c.d. shelter, in materiale prefabbricato o in muratura), collocato, generalmente, a livello del terreno e di fianco o sotto l’infrastruttura di sostegno.

Sinteticamente, a titolo esemplificativo si ritiene costituiscono apparecchiature ricetrasmittenti il quadro elettrico, le batterie tampone, l’armadio gsm/dcs, il climatizzatore e la cabina di alimentazione elettrica.

Il Legislatore definisce il concetto di “stazione radioelettrica” all’art.1, nn), del D.Lgs. n.259/2003 e ss.mm.ii. (Codice delle comunicazioni elettroniche), individuandola come uno o più trasmettitori o ricevitori o un insieme di trasmettitori e ricevitori, ivi comprese le apparecchiature accessorie, necessari in una data Postazione, anche mobile o portatile, per assicurare un servizio di radiocomunicazione o per il servizio di radioastronomia.

Non altrettanto chiaramente viene invece definito dal Legislatore, nel Codice delle comunicazioni elettroniche, il concetto di “infrastrutture per impianti radioelettrici”.

Rimettendolo, in un certo senso, al contenuto dell’art. 86, comma 1, viene semplicemente evidenziato che

“le autorità, competenti alla gestione del suolo pubblico, adottano senza indugio le occorrenti decisioni e rispettano procedure trasparenti, pubbliche e non discriminatorie, ai sensi degli articoli 87, 88 e 89, nell'esaminare le domande per la concessione del diritto di installare infrastrutture”.

Il medesimo D.lgs. n.259/2003 e ss.mm.ii., al successivo art.87, comma 1, specifica inoltre che

“l'installazione di infrastrutture per impianti radioelettrici e la modifica delle caratteristiche di emissione di questi ultimi e, in specie, l'installazione di torri, di tralicci, di impianti radio-trasmittenti, di ripetitori di servizi di comunicazione elettronica, di stazioni radio base per reti di comunicazioni elettroniche mobili GSM/UMTS, per reti di diffusione, distribuzione e contribuzione dedicate alla televisione digitale terrestre, per reti a radiofrequenza dedicate alle emergenze sanitarie ed alla protezione civile, nonché per reti radio a larga banda punto-multipunto nelle bande di frequenza all'uopo assegnate, viene autorizzata dagli Enti locali”.

Dall’analisi comparata dei due articoli risulta chiara la distinzione tra il concetto di “impianti radioelettrici” (e relative modifiche degli stessi) e il concetto di “infrastrutture per impianti radioelettrici”, intese come elementi diversi ed accessori diretti all’alloggiamento ed il funzionamento degli “impianti radioelettrici” stessi.

Dal confronto dell’art.87, comma 1, rispetto al disposto dell’art. 86 , del Codice delle comunicazioni elettroniche, pare altresì evidente come il Legislatore faccia invece rientrare nel concetto di “infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione”, tutta una serie di elementi tra cui, principalmente, le infrastrutture e gli impianti radioelettrici, assimilando il tutto ad opere di urbanizzazione primaria, proprio per la funzione rilevante svolta dalle infrastrutture di rete nel loro insieme.

Ne consegue che mentre nella definizione di “infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione” il Legislatore fa chiaramente riferimento ad un concetto generale, comprensivo di tutta una serie di elementi strutturali e tecnici, nel concetto di “infrastrutture per impianti” il medesimo legislatore fa invece solo riferimento ad alcuni elementi costitutivi di una postazione per comunicazioni elettroniche o meglio ad una infrastruttura di rete pubblica di comunicazioni e, in ogni caso, a elementi diversi dagli “impianti radioelettrici” in senso stretto.

Risulta pertanto evidente, ed in linea con il dettato del Legislatore, come solo un insieme di impianti o meglio di “impianti radioelettrici” costituisca una stazione radio base o una stazione radioelettrica, mentre nel concetto di “infrastrutture per impianti” vanno invece intesi tutti gli elementi necessari, accessori e funzionali all’alloggiamento ed al funzionamento della stazioni radio base o comunque degli impianti radioelettrici ricetrasmettitori.

Pure in linea con il già vigente dettato normativo ed alle medesime conclusioni sopra richiamate, portano le più recenti previsioni contenute sia nell’art. 87 bis che nell’art.87 ter , del Codice delle comunicazioni elettroniche. Invero, in entrambe gli articoli, il Legislatore, al fine di accelerare la realizzazione degli investimenti per il completamento delle reti, distingue l’installazione di apparati, e le modifiche delle caratteristiche degli impianti, dalle infrastrutture per impianti radioelettrici preesistenti.

Va però ricordato che la distinzione tra “infrastrutture” di alloggiamento ed “impianti” in senso stretto, veniva del resto già evidenziata anche nella direttiva 1996/19/CE (c.d. direttiva “full competition”), nella parte in cui specifica come le sole infrastrutture possano essere fornite anche da terzi, pertanto da soggetti anche non Operatori.

Segue: 2. Impianti di comunicazioni elettroniche nel d.m. n. 28/1998

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